Al Rahma

Oggi torniamo nel campo di Al Rahma, quello che fra tutti ci sembra il luogo più bisognoso e dove abbiamo trovato finora casi molto seri. Ci mettiamo subito a lavorare secondo il solito schema: Enrico ed io nella piccola medicheria, già attrezzata con lettino e tenda divisoria; Kamal si piazza nella sala comune e prepara il suo angolo operativo.
Quello di Al Rahma è un campo molto disagiato e sporco. Non ricordavo tanta sporcizia nelle visite precedenti. Questa volta il livello di immondizia disseminata da tutte le parti salta proprio all’occhio non appena parcheggiamo. È abbastanza intuitivo come qui le malattie dermatologiche infettive siano statisticamente significanti: verruche, impetigine, candidosi perianali. Mentre tutti noi visitiamo mi piace tentare un esperimento sociale che affido a Teresa. Abbiamo dal convento portato con noi bustoni della spazzatura e coinvolgiamo i bambini nella pulizia del campo. Presto si forma una vera e propria squadra e partecipano circa una quindicina di bimbi, apparentemente motivati…dopo circa una mezz’ora lo sguardo sui ciottoli della sterrata mostrava una diversa uniformità cromatica ai nostri occhi accecati dal sole. L’esperimento ci sembra riuscito perché in tanti hanno partecipato, anche con interesse ed entusiasmo, anche perché avevamo promesso a tutti un gelato di gratificazione! Nonostante la generosa confezione acquistata da Ibrahim, i gelati finiscono ben presto e non siamo in grado di darli a tutti i bambini del campo. Mi sale l’angoscia quando, alzando nuovamente lo sguardo sui ciottoli, vedo che si sono di nuovo riempiti dei colori dell’involucro dei gelati!