Al Rahma

Sveglia al solito orario, 7.00. Il fatto di dormire nel convento di Deir Taanayel, nella Bekaa, questa volta ci consente di non precipitarci al mattino e di fare la cose in tutta calma. Di sicuro si sente di meno la stanchezza dei trasferimenti a fine giornata e il silenzio del convento ci aiuta a rilassarci e a mettere insieme le idee sul da farsi. Verso le 9.00 siamo nel campo Al Rahma.

Anche se sono già stata qui altre volte, ciò che mi colpisce sempre è lo stato di degrado ambientale e sporcizia: ovunque lattine, bottiglie di plastica, carta e cartoni di ogni tipo su ciò che costituisce gli spazi comuni e il manto stradale, fatto di ciottoli di scarto edilizio.

Enrico, il nostro radiologo, ha molto successo: avendo con sé uno strumento diagnostico, arrivano tanti uomini e donne, alcuni con patologie serie. Fra tutti, una donna aggetta da cirrosi scompensata con ascite a cui viene consigliato un ricovero sollecito; un giovane tetraparetico per schegge di guerra con un rene in gravi condizioni, già in idronefrosi, per la quale chiederemo il trasferimento terapeutico in Italia; un religioso locale con paresi bellica in evidente stato algico per un trauma da caduta.a