Giorno 2 – Verso Biblos

La giornata di ieri è cominciata a Beirut. Oltre alla possibilità di rimanere senza benzina (le pompe sono tutte chiuse a causa di uno sciopero e non riapriranno prima di domenica), la maggior difficoltà è la sistemazione dei bagagli nel pulmino, che non ha 12 posti come avevamo chiesto e che è a malapena sufficiente per noi volontari.

È grazie al supporto dei Padri Maroniti, soprattutto di padre Fadhi che la sera del primo giorno, dopo tutte le difficoltà, alloggiamo al Monastero dei Carmelitani di Kobayat, un antico edificio in pietra situato in una valle amena al confine nord con la Siria.
Padre Fadhi è un giovane maronita dal volto sorridente e gioviale, conosciuto già in Italia verso i primi di ottobre, quando stavo organizzando tutta la logistica ed i percorsi di questa missione.
Il responsabile del monastero, padre Michele, parla un italiano perfetto e a cena ci scambiamo volentieri due parole per parlare della situazione politica del Paese, delle sue narrazioni, del suo passato e del suo presente.

Oggi siamo diretti a Biblos, nell’ospedale “Nostra Signora del Soccorso” gestito dai Maroniti. L’ospedale appare grande e molto curato, situato su una collina prospiciente il mare, con una vista mozzafiato. La giornata assolata poi si presta ad accentuare i colori e profumi di questa terra che amo così tanto.
Ci presentiamo al direttore generale, padre Wissam Boury, con cui ero in contatto già prima della partenza. Nella sala ci attendono anche il direttore scientifico e il decano della Facoltà di Medicina dell’Università del Sacro Spirito. Si presenta a noi anche un giovane ginecologo, che ha accolto l’invito di unirsi a noi. Si chiama Jad e verrà accompagnato da uno specializzando di nome Abdallah. Dopo aver pranzato con loro alla mensa dell’ospedale, li salutiamo dandogli appuntamento per oggi, in prossimità del campo di Tel Abbas.