Il rientro in Italia – Riflessioni

E’ il giorno del rientro in Italia. Mi dispiace, perché di sicuro potremmo fare di più se rimanessimo. Se ripenso ai giorni appena trascorsi, mi sembra tuttavia un miracolo esser riusciti a portare a termine quasi 700 visite specialistiche nelle condizioni ostili di quei campi. Certo non è la medicina sofisticata degli ospedali, ma comunque si deve iniziare sempre dal primo livello, e noi di persone ne abbiamo davvero tante.

Questa mattina, mentre sorseggio il caffè nella stanza del monastero, sono pervasa da sentimenti di gratitudine per la vita che ci ha aiutato facendoci incontrare le persone giuste che hanno fatto in modo che tutto questo lavoro fosse possibile. Come dicevano i latini, “Similes cum similibus facillime congregantur”. Tutti hanno partecipato a modo proprio e sono stati parte di una catena.

Colgo nel volto di Ibrahim, nel momento dei saluti, una profonda insicurezza per il futuro ed il suo abbraccio mi trasmette tutto il dolore di questo popolo, da sempre avamposto e ponte tra Oriente ed Occidente, attualmente vittima della sua stessa corruzione e ospitalità verso i vicini fratelli. I libanesi vivono una grande crisi economica in questo momento e la loro terra rischia di divenire nuovamente terreno di battaglia e guerra civile.

Lasciamo la dogana tutti insieme e subito, guardandomi indietro, provo nostalgia. A presto, torneremo per dare il nostro aiuti, anche se sarà una goccia nel mare.